Stati Uniti Mondiali 2026

I convocati degli USA per i Mondiali 2026: le scelte del ct Mauricio Pochettino

Quella dei Mondiali 2026 sarà l'estate più importante nella storia del calcio americano. Gli Stati Uniti figurano tra le squadre qualificate al torneo di diritto, in quanto nazione co-ospitante, e disputeranno la competizione davanti al proprio pubblico. Gli Stars & Stripes, la Nazionale stelle e strisce, come viene soprannominata, è stata inserita nel Gruppo D insieme a Paraguay, Australia e Turchia: un raggruppamento abbordabile sulla carta, così come mostrano anche i pronostici dei Mondiali, che gli americani dovranno però affrontare con la giusta concentrazione, evitando di lasciarsi travolgere dall'entusiasmo del fattore campo.

La guida tecnica è affidata all'argentino Mauricio Pochettino, ex allenatore di Tottenham, PSG e Chelsea, che ha raccolto la panchina americana nell'ottobre 2024 portando ordine tattico, credibilità internazionale e un sistema di gioco più organizzato. Difficile che gli USA potrebbero rientrare tra le squadre in cima alla lista delle quote della vincente dei Mondiali ma Pochettino ha chiuso il 2025 con una serie di cinque risultati utili consecutivi, costruendo la convinzione necessaria ad affrontare il torneo. La sua prima grande sfida sarà gestire il talento enorme di questa generazione di giocatori davanti alle telecamere di tutto il mondo. Il calendario dei Mondiali dice che la prima gara della Nazionale americana sarà contro il Paraguay a Los Angeles il 13 giugno, poi contro l’Australia il 19 giugno e infine contro la Turchia il 26 giugno 2026 contro il Paraguay a Los Angeles. Controlla le scommesse Mondiali su Eurobet per tutte le quote aggiornate.

La stella più luminosa del progetto è Christian Pulisic, ala del Milan e capitano della nazionale, il calciatore americano più forte della storia moderna e che secondo le quote dei Mondiali potrebbe trascinare la Nazionale stelle e strisce a una storica qualificazione ai sedicesimi di finale. Accanto a lui, il centrocampista della Juventus Weston McKennie arriva al Mondiale nel miglior momento della sua carriera: la sua stagione in Serie A è stata straordinaria per gol, assist e leadership, e il suo inserimento in area di rigore rimane una delle armi più insidiose degli States. Il mediano Tyler Adams del Bournemouth è invece il cuore pulsante della squadra, il giocatore senza il quale l'equilibrio tattico americano vacilla. In attacco il centravanti di riferimento è Folarin Balogun del Monaco.

Convocati USA Mondiali 2026: la rosa degli Stars and Stripes

Pochettino ha diramato ufficialmente la lista dei 26 calciatori che saranno chiamati a rappresentare la Nazionale stelle e strisce per il Mondiale casalingo. Nell’elenco ufficiale c’è però qualche sorpresa rispetto alle attese ma anche qualche ovvia conferma.

Per la porta Pochettino ha scelto di portare Matt Turner (New England Revolution), Matt Freese (New York City FC) come candidato al posto da titolare e Chris Brady (Chicago Fire FC) come terzo portiere.

La difesa vede Chris Richards (Crystal Palace FC) come centrale di riferimento, affiancato da Tim Ream (Charlotte FC), Auston Trusty (Celtic FC) e Miles Robinson (FC Cincinnati). Sulle corsie esterne Antonee Robinson (Fulham FC) è il terzino sinistro titolare, mentre a destra si candidano Sergiño Dest (PSV Eindhoven), Joe Scally (Borussia Mönchengladbach) e Alex Freeman (Villarreal CF). Mark McKenzie (Toulouse FC) e Max Arfsten (Columbus Crew) completano il reparto.

Centrocampisti: Tyler Adams (AFC Bournemouth) è il cuore pulsante del centrocampo, con Weston McKennie (Juventus FC) che porta gol e inserimenti. Con loro Pochettino ha convocato Giovanni Reyna (Borussia Mönchengladbach), Cristian Roldan (Seattle Sounders FC), Sebastian Berhalter (Vancouver Whitecaps FC) e Malik Tillman (Bayer Leverkusen).

Attaccanti: Il capitano Christian Pulisic (AC Milan) è la stella di questa nazionale, supportato da Folarin Balogun (AS Monaco) come centravanti. La lista degli attaccanti comprende anche Timothy Weah (Olympique Marseille), Brenden Aaronson (Leeds United FC), Haji Wright (Coventry City FC), Ricardo Pepi (PSV Eindhoven) e Alex Zendejas (Club América).

Formazione tipo USA ai Mondiali 2026

Mauricio Pochettino ha sperimentato diverse soluzioni tattiche, tra cui un 4-2-3-1 e varianti più difensive con cinque uomini in linea. Nelle ultime uscite prima del Mondiale la tendenza è orientata verso un sistema con due mediani che garantisca copertura e solidità, lasciando però libertà agli uomini offensivi di esprimersi. La profondità della rosa permette al ct argentino di cambiare volto alla squadra a gara in corso, sfruttando la freschezza di chi subentra.

In porta Turner o Freese. La linea difensiva a quattro ha visto Robinson e Scally come terzini, con Richards e Ream come centrali. A centrocampo Adams e McKennie in mediana proteggono la difesa, con Reyna più avanzato a fare da raccordo tra i reparti. Davanti, Pulisic agisce da trequartista, con Weah e Aaronson sulle fasce. In punta c’è Balogun.

Probabile formazione USA

USA (4-2-3-1): Turner; Scally, Richards, Ream, Robinson; Adams, McKennie; Weah, Reyna, Pulisic; Balogun. CT: Pochettino.

USA ai Mondiali: palmares e statistiche

Quello del 2026 sarà il dodicesimo Mondiale per gli Stati Uniti, una nazione che ha un rapporto antico ma discontinuo con i Mondiali. Delle 11 partecipazioni nella propria storia, il miglior risultato risale all'edizione inaugurale del 1930 in Uruguay, dove gli americani raggiunsero il terzo posto in un torneo dall'organizzazione ancora embrionale. In epoca moderna, il picco è stato il raggiungimento dei quarti di finale nel 2002 in Corea e Giappone, dove la Nazionale statunitense firmò risultati memorabili come la vittoria sul Portogallo e la qualificazione su Messico.

Nelle edizioni più recenti gli USA hanno sempre superato la fase a gironi, a eccezione del 2018 in Russia, quando non si qualificarono nemmeno in uno dei momenti più bui del calcio americano. La rinascita arrivò con la nuova generazione di Pulisic, Adams, McKennie e compagni: a Qatar 2022 l'USMNT passò gli ottavi prima di cedere ai rigori all'Olanda. Giocare il Mondiale in casa, davanti a milioni di tifosi, è l'opportunità che questa generazione aspetta da sempre.