L’Argentina è considerata una delle nazionali di riferimento nel panorama calcistico, anche grazie alla figura di Diego Armando Maradona prima e Lionel Messi dopo. L’Albiceleste vanta innumerevoli trionfi nel continente americano e tre titoli Mondiali, il più recente nell’ultima edizione in Qatar, nel 2022. È stata l’occasione per la Pulce di alzare l’unico trofeo che ancora mancava in carriera dopo gli straordinari successi, personali e di squadra, con la maglia del Barcellona (e oggi in forza all’Inter Miami).
Per la fase finale dei Mondiali 2026 in programma in Canada, Messico e Stati Uniti, l’Argentina si colloca nel Girone J con Algeria, Austria e Giordania. Guardando la qualità della rosa delle altre formazioni, la nazionale del CT Scaloni si presenta sulla carta come ampiamente favorita. Se invece si tengono in considerazione tutte le 48 squadre della competizione, la competizione è decisamente più agguerrita. Guardando infatti le scommesse sul Mondiale e di conseguenza le quote vincente sul Mondiale, l’Albiceleste risulta essere tra le favorite nel continente americano, al fianco del Brasile. Anche le compagini europee sono però più che attrezzate per alzare al cielo la coppa più ambita, in primis Francia, Inghilterra e Spagna. Il debutto nella competizione per Messi e compagni è in programma il 17 giugno contro l’Algeria. In seguito, il 22 giugno contro l’Austria e il 28 giugno contro la Giordania.
L’Argentina di Scaloni è attualmente al terzo posto del ranking FIFA, dietro a Francia e Spagna (rispettivamente prima e seconda). L’Albiceleste si affida a un gruppo ormai consolidato, in cui convivono leader esperti e talenti affermati nei principali campionati europei. Il punto di riferimento assoluto resta Messi, ma non è l’unico elemento di spicco all’interno di una rosa in cui di certo non mancano giocatori carismatici. Ne è un esempio Emiliano Martínez, tra i protagonisti nella finale Mondiale del 2022 contro la Francia, vinta poi ai calci di rigore. A centrocampo spiccano giocatori come Enzo Fernández, Alexis Mac Allister e Rodrigo De Paul, capaci di garantire intensità, qualità e continuità nella gestione del gioco. In attacco, oltre al già citato Messi, è centrale la figura di Julián Álvarez, ormai pienamente integrato nel sistema offensivo dell’Albiceleste, con la stella Nico Paz in rapida ascesa.
La rosa dell’Argentina non è solo Messi, probabilmente chiamato all’ultimo Mondiale con l’Albiceleste. La Selección è infatti ricca tanto in qualità quanto in profondità, con tanti giocatori abituati ai grandi palcoscenici internazionali. Vediamo quindi le scelte del CT Lionel Scaloni reparto per reparto.
Partendo dai portieri, il titolare resta Emiliano Martínez dell’Aston Villa, protagonista assoluto negli ultimi successi dell’Albiceleste. Alle sue spalle si candidano Gerónimo Rulli del Marsiglia e Juan Musso dell’Atletico Madrid.
In difesa, Scaloni può contare su certezze consolidate come Cristian Romero del Tottenham e Nicolás Otamendi del Benfica, leader del reparto, con German Pezzella del River Plate come alternativa di grande valore. Sulle corsie esterne, Nahuel Molina dell’Atletico Madrid e Nicolás Tagliafico del Lione partono favoriti, ma attenzione anche a Gonzalo Montiel del River Plate e Facundo Medina del Marsiglia. Chiudono il reparto Leonardo Balerdi e Lisandro Martinez, rispettivamente tra le fila di Olympique Marsiglia e Manchester United.
A centrocampo, l’Argentina presenta un mix ben equilibrato tra qualità e dinamismo. Rodrigo De Paul dell’Inter Miami è uno dei punti fermi, affiancato da Enzo Fernández del Chelsea e Alexis Mac Allister del Liverpool, protagonisti anche a livello europeo. Le alternative non mancano, con Leandro Paredes del Boca Juniors e Exequiel Palacios del Bayer Leverkusen, pronti a dare il proprio contributo sia in fase di costruzione che di gestione del gioco. Infine Valentin Barco, attualmente titolare tra le fila dello Strasburgo, e Giovani Lo Celso, in forza al Real Betis.
Sulla trequarti e in attacco, il talento abbonda. Lionel Messi rimane il riferimento tecnico e carismatico della squadra, ora all’Inter Miami. La Pulce è affiancata da Julián Álvarez dell’Atletico Madrid. I Colchoneros offrono a Scaloni un reparto consolidato: oltre al talento già citato, figurano anche Thiago Almada e Nico Gonzalez (formalmente della Juventus ma ha disputato tutta la stagione a Madrid). Dal Palmeiras si trova José López. Dalla Serie A si contano Nico Paz del Como e Lautaro Martinez, punto di riferimento dell’Inter.
La formazione tipo dell’Argentina in vista del Mondiale 2026 appare ormai piuttosto definita. Il modulo tattico scelto dal CT Lionel Scaloni è prevalentemente il 4-3-3, con grande equilibrio tra le fasi di gioco, qualità in mezzo al campo e un tridente offensivo capace di fare la differenza. Tra i pali il titolare è Emiliano Martínez, punto di riferimento anche dal punto di vista caratteriale. La linea difensiva a quattro è composta centralmente da Romero e Otamendi, con Molina sulla fascia destra e Tagliafico su quella sinistra. A centrocampo agisce una linea a tre molto dinamica e tecnica: Mac Allister è il perno centrale, affiancato da De Paul e Fernández, capaci di garantire sia copertura che inserimenti offensivi. Nel tridente offensivo trovano spazio Lionel Messi, schierato partendo da destra ma libero di accentrarsi, Martinez come riferimento centrale e un esterno sinistro rapido e imprevedibile come González, ma attenzione alla forte candidatura di Paz e all’estro di Alvarez.
Argentina (4-3-3): Martinez, Molina, Romero, Otamendi, Tagliafico, Fernández, Mac Allister, De Paul, Messi, Martinez, Gonzalez. CT: Lionel Scaloni
L’Argentina è una delle nazionali più prestigiose e vincenti nella storia dei Mondiali, anche grazie a calciatori che hanno fatto la storia di questo sport. Fino ad ora l’Albiceleste ha preso parte in totale a 18 edizioni dei campionati mondiali di calcio ((1930, 1934, 1958, 1962, 1966, 1974, 1978, 1982, 1986, 1990, 1994, 1998, 2002, 2006, 2010, 2014, 2018 e 2022) riuscendo a laurearsi campione in 3 occasioni. La prima affermazione è avvenuta nel 1978 tra le mura dell’Estadio Monumental di Buenos Aires, in un clima infuocato: i sudamericani si imposero con il 3-1 inflitto ai Paesi Bassi dopo i tempi supplementari. Il secondo titolo iridato risale al 1986 in Messico guidata da Diego Armando Maradona battendo 3-2 la Germania Ovest in finale. La più recente è datata invece 2022 in Qatar, con il trionfo ai rigori contro la Francia dopo una delle finali più spettacolari di sempre. Gli argentini vantano anche 3 secondi posti (1930, 1990 e 2014).
L’Albiceleste, inoltre, ha il record di trionfi in Coppa America, ben 16, con il più recente datato 2024. Il palmares è poi arricchito da una Confederations Cup nel 1992, un campionato Panamericano nel 1960 e per due volte ha alzato la Coppa dei Campioni CONMEBOL-UEFA, nel 1993 e nel 2022.