La nazionale di calcio del Messico è una delle nazionali più attese tra le 48 squadre partecipanti ai Mondiali di calcio 2026 in Canada, Messico e USA, inserita nel Girone A insieme a Sudafrica, Corea del Sud e Repubblica Ceca. La Tricolor, come è affettuosamente soprannominata dai tifosi, gode di un vantaggio straordinario rispetto alle altre contendenti. È infatti una delle tre nazioni ospitanti della manifestazione e si è pertanto qualificata automaticamente, senza dover disputare alcuna gara di qualificazione continentale. Un privilegio che la squadra allenata da Javier Aguirre intende sfruttare al massimo per scrivere una pagina storica davanti al proprio pubblico, anche se secondo le quote sulla vincente del Mondiale non figura tra le candidate per il titolo.
La nazionale di calcio è chiamata la Tricolor grazie al design della sua divisa, che, a volte con predominanza del verde, a volte del bianco e a volte del rosso, ha sempre contraddistinto la propria storia. Oggi la maglia è verde con inserti bianchi e rossi e con il simbolo della Federazione nazionale su tutto il petto in formato traslucido. I pantaloncini sono invece bianchi, con inserti verdi e rossi e i calzettoni sono rossi con inserti verdi e bianchi. La divisa di trasferta ha invece i colori invertiti in tutti e tre gli indumenti, con la maglia bianca, i pantaloncini verdi e i calzettoni bianchi.
La selezione messicana aprirà ufficialmente i Mondiali 2026 con la partita inaugurale contro il Sudafrica, fissata per giovedì 11 giugno 2026 alle 21:00 ora italiana presso l’iconico Estadio Azteca di Città del Messico. Un momento storico non solo perché si tratterà della partita d’apertura della rassegna iridata, ma anche perché il Messico diventerà il primo Paese al mondo a ospitare la Coppa del Mondo per la terza volta (dopo le edizioni del 1970 e del 1986).
Il girone del Messico appare tutto sommato accessibile sulla carta. Come indicato nel calendario dei Mondiali, dopo il debutto contro il Sudafrica, la Tricolor affronterà la Corea del Sud venerdì 19 giugno all’Estadio Akron di Guadalajara, per poi chiudere la fase a gironi contro la Repubblica Ceca giovedì 25 giugno di nuovo all’Azteca. Il Messico, andando ad analizzare le quote dei Mondiali, ha tutto per qualificarsi alla fase a eliminazione diretta e per provare a fare un percorso più lungo del solito, spinto dall’entusiasmo di un intero Paese.
Il punto di forza del Messico risiede nell’equilibrio tra esperienza e qualità internazionale. In attacco, il centravanti del Milan Santiago Giménez è il calciatore più atteso, punta di diamante di una nazionale che vuole stupire davanti al proprio pubblico. A centrocampo spicca Edson Álvarez del West Ham, uno dei mediani più affermati del panorama europeo. Insieme a lui e agli altri protagonisti di questa rosa, la Tricolor sogna di andare oltre gli ottavi di finale e regalare un’emozione indimenticabile ai milioni di tifosi che li inciteranno dagli stadi di casa.
Il vero punto di forza della nazionale allenata da Aguirre sarà il pubblico di casa. Su quello la Tricolor punterà per sfatare il tabù degli ottavi (mai nella sua storia è infatti andata oltre gli ottavi di finale della competizione iridata). Dal punto di vista tattico, invece, i centroamericani dovrebbero basarsi sul 4-1-4-1 o anche 4-3-3, a seconda dello stile di gioco degli avversari, puntando su un calcio tattico, ma anche veloce nelle transizioni e sfruttando al meglio le fasce per crossare al centro verso la punta di riferimento. Certo, ci sono anche punti deboli. Una di queste è la mancanza di alternative vere in panchina, già a partire dai due terzini. Mancanze sulle quali dovrà portare particolare attenzione il CT per non far scoprire il fianco.
Il 31 maggio il ct Javier Aguirre ha sciolto ogni riserva e ha comunicato la lista dei giocatori che lo seguiranno per l’importante appuntamento iridato in qualità di paese ospitante.
I portieri che Aguirre ha scelto sono Raúl Rangel (Guadalajara), Guillermo Ochoa (Ael Limassol) e Carlos Acevedo (Santos Laguna).
Il gruppo dei difensori è composto da Israel Reyes (América), Jorge Sánchez (Paok Salonicco), César Montes (Lokomotiv Mosca), Johan Vásquez (Genoa), Jesús Gallardo (Toluca) e Mateo Chávez (Alkmaar).
A centrocampo la scelta è ricaduta su Edson Álvarez (Fenerbahce), Luis Romo (Guadalajara), Obed Vargas (Atletico Madrid), Brian Gutierrez (Guadalajara), Orbelín Pineda (AEK Atene), Erik Lira (Cruz Azul), Gilberto Mora (Tijuana), César Huerta (Anderlecht), Álvaro Fidalgo (Real Betis) e Luis Chávez (Dinamo Mosca).
Infine gli attaccanti dove il ct ha scelto Roberto Alvarado (Guadalajara), Alexis Vega (Toluca), Julián Quiñones (Al-Qadisiyah), Santiago Giménez (Milan), Guillermo Martínez (Pumas), Armando González (Guadalajara) e Raúl Jiménez (Fulham).
Javier Aguirre predilige il modulo tattico 4-1-4-1. Salvo sorprese, il portiere titolare è Raúl Rangel, protetto da una linea a quattro composta da Jorge Sánchez sul lato destro e Jesús Gallardo sul lato sinistro, con la coppia centrale formata da César Montes e Johan Vásquez.
Il perno del centrocampo è il nome di Edson Álvarez, che agisce più arretrato rispetto ad Álvaro Fidalgo, Orbelín Pineda, César Huerta e Brian Gutierrez. In attacco il riferimento centrale va verso Santiago Giménez, che si giocherà una maglia da titolare con Raúl Jiménez, veterano di grande esperienza che conosce perfettamente i meccanismi del ct Aguirre.
Messico (4-1-4-1): Rangel; Sánchez, Montes, Vásquez, Gallardo; E. Álvarez; Gutierrez, Fidalgo, Pineda, Huerta; S. Giménez. CT: Aguirre
Il Messico è una delle nazionali con maggiore esperienza nella storia dei campionati mondiali di calcio. La Tricolor ha preso parte a 16 edizioni precedenti del torneo mondiale, stabilendosi come la rappresentativa più titolata del Nordamerica e del Centro America. Tuttavia, nonostante la continuità e la longevità della sua partecipazione, il Messico non ha mai conquistato il Mondiale e non è mai andato vicino al successo nel torneo: se, infatti, la nazionale centroamericana ha raggiunto sette volte l’obiettivo degli ottavi di finale, il miglior risultato storico rimane il raggiungimento dei quarti di finale, ottenuto in entrambe le occasioni in cui il Paese ha ospitato il torneo, nel 1970 e nel 1986. Nell’edizione del 1970 fu l’Italia di Valcareggi ha eliminare la Tricolor, mentre nell’’86 l’eliminazione arrivò per mano della Germania Ovest, ai calci di rigore.