L’edizione 2026 dei Mondiali di calcio vede la partecipazione di un numero di squadre da record: ben 48 nazionali distribuite in 12 gironi da 4 squadre. A prendere parte al torneo in programma in Canada, Messico e USA dall'11 giugno al 19 luglio sono 16 rappresentative in più rispetto alle ultime manifestazioni: dal 1998 al 2022 al campionato mondiale 32 formazioni, divise in 8 gruppi da 4. Si tratta di un allargamento storico, frutto di una decisione della federazione internazionale, presa nel 2017, che ha ridisegnato la distribuzione dei posti tra le confederazioni continentali, dando accesso al torneo a nazioni mai viste prima in una fase finale mondiale.
Le 48 nazionali ovviamente provengono da ogni angolo del pianeta. Tre di esse Canada, Messico e Stati Uniti si sono qualificate automaticamente in quanto Paesi ospitanti, mentre le restanti 45 sono uscite da percorsi di qualificazione differenziati per confederazione, tra gironi di qualificazione, playoff continentali e spareggi interzona che hanno assegnato gli ultimi due posti disponibili.
Le 48 squadre partecipanti al Mondiale sono suddivise tra le 6 confederazioni continentali. La federazione maggiormente rappresentata è la UEFA, che qualifica 16 squadre europee, seguono CAF con 10 nazionali africane, AFC con 9 squadre asiatiche, CONCACAF con 6 rappresentative di Nord e Centro America, CONMEBOL con 6 nazionali sudamericane e, infine, OFC con una squadra in rappresentanza dell’Oceania, la Nuova Zelanda.
| Conferederazione | Continente | N. Squadre | Nazionali |
|---|---|---|---|
| UEFA | Europa | 16 | Austria, Belgio, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Inghilterra, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Repubblica Ceca, Scozia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia |
| CAF | Africa | 10 | Algeria, Capo Verde, Congo, Costa d'Avorio, Egitto, Ghana, Marocco, Senegal, Sudafrica, Tunisia |
| AFC | Asia | 9 | Australia, Iraq, Iran, Giappone, Giordania, Corea del Sud, Qatar, Arabia Saudita, Uzbekistan |
| CONCACAF | Nord e Centro America | 6 | Canada, Curaçao, Haiti, Messico, Panama, USA |
| CONMEBOL | Sud America | 6 | Argentina, Brasile, Colombia, Ecuador, Paraguay, Uruguay |
| OFC | Oceania | 1 | Nuova Zelanda |
Tra le grandi novità dell'edizione 2026 dei Mondiali di calcio spiccano le prime partecipazioni assolute di Uzbekistan, Giordania, Capo Verde e Curaçao. La Repubblica Democratica del Congo torna alla fase finale per la prima volta dal 1974, allora come Zaire, mentre l'Iraq fa il suo ritorno dopo esattamente 40 anni dall'ultima apparizione al torneo, in Messico nel 1986. La Nuova Zelanda, invece, conquista la prima qualificazione garantita della storia per l'OFC, grazie alla nuova ripartizione dei posti che assegna per la prima volta un posto fisso all'Oceania.
| GIRONE | ||||
|---|---|---|---|---|
| A | Messico | Corea del Sud | Repubblica Ceca | Sudafrica |
| B | Canada | Qatar | Svizzera | Bosnia Erzegovina |
| C | Brasile | Marocco | Scozia | Haiti |
| D | USA | Paraguay | Australia | Turchia |
| E | Germania | Costa d'Avorio | Ecuador | Curaçao |
| F | Olanda | Giappone | Svezia | Tunisia |
| G | Belgio | Egitto | Iran | Nuova Zelanda |
| H | Spagna | Capo Verde | Uruguay | Arabia Saudita |
| I | Francia | Senegal | Iraq | Norvegia |
| J | Argentina | Algeria | Austria | Giordania |
| K | Portogallo | Congo | Colombia | Uzbekistan |
| L | Inghilterra | Croazia | Ghana | Panama |
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Poco dopo l’inizio del torneo le grandi candidate al titolo vede ai vertici alcune delle nazionali più forti degli ultimi decenni. Le quote sulla vincente dei Mondiali 2026 e i pronostici del torneo riflettono una gerarchia chiara con la Spagna e la Francia in pole per il successo finale davanti a Inghilterra, Portogallo, Argentina e Brasile, con Germania e Olanda nel ruolo di outsider.
La Spagna campione d'Europa in carica dopo il successo agli Europei 2024, arriva al Mondiale forte di una generazione eccezionale: Lamine Yamal e Nico Williams sulle fasce, Pedri e Gavi a centrocampo, il sistema rodato di Luis de la Fuente che ha riportato la Roja in cima al calcio mondiale. La vittoria di un campionato mondiale del 2010, e di 4 Europei (negli anni 1964, 2008, 2012 e 2024), oltre al successo in una Nations League nel 2023 fanno della rappresentativa spagnola una delle compagini più titolate e temibili del torneo.
La Francia si presenta al Mondiale 2026 con una rosa straordinaria per qualità. Kylian Mbappé (che si è presentato al torneo come il bomber più temibile secondo le quote sul capocannoniere del campionato) è nel pieno della maturità agonistica, affiancato da una generazione di campioni come Camavinga, Tchouaméni e Dembélé. Finalisti in carica (sconfitti dall'Argentina ai rigori nel 2022), i Bleus vantano 2 titoli mondiali, conquistati in casa nel 1998 e poi in Russia nel 2018, e sembrano costruiti per andare fino in fondo. Il Gruppo I con Norvegia e Senegal non è banale, ma la qualità della rosa è di un altro livello.
Poi c’è l’Inghilterra. I Tre Leoni non vincono la Coppa del Mondo dal 1966, ma questa generazione è considerata la più forte della storia recente inglese. Thomas Tuchel ha impresso un'identità aggressiva e ad alta intensità alla nazionale, costruita attorno a Harry Kane e al talento di Jude Bellingham e Bukayo Saka. Nel Gruppo L con Croazia, Ghana e Panama l'Inghilterra parte nettamente favorita, ma il vero banco di prova sarà la fase a eliminazione diretta.
Il Brasile torna al Mondiale con la missione di spezzare un digiuno che dura dal 2002, quando Ronaldo guidò la Seleção al quinto e ancora attuale titolo iridato. L'arrivo di Carlo Ancelotti in panchina (prima esperienza come ct per il tecnico italiano) ha ridato entusiasmo a una rosa straordinaria: Vinícius Jr, Rodrygo, Endrick, una nuova generazione di campioni offensivi che punta a riportare il Brasile in cima al mondo, con Neymar a fare da ispiratore. 5 Mondiali vinti, il record assoluto nella storia della competizione.
L’Argentina campione del mondo in carica dopo il trionfo di Qatar 2022, guidata ancora da Lionel Scaloni vuole bissare il successo, con Lionel Messi che a 38 anni disputerà il suo ultimo Mondiale. Oltre al pluripallone d’Oro l'Albiceleste potrà contare su big come Julián Álvarez, Enzo Fernández e Rodrigo de Paul, pilastri attorno a cui è costruita la nazionale che mira al terzo titolo iridato.
Il Portogallo non ha mai vinto un Mondiale ma ha nelle sue fila una delle rose tecnicamente più complete del torneo, con Bruno Fernandes, Rafael Leão, Bernardo Silva e Vitinha. La nazionale portoghese rappresenta una delle squadre-outsider di maggior valore. Cristiano Ronaldo, alla sua ultima probabile avventura in un Mondiale, potrebbe essere l'elemento emotivo che accende una squadra già eccellente sul piano tecnico. Il Gruppo K con Congo, Uzbekistan e Colombia è abbordabile.
Infine, la Germania, una nazionale con più presenze in finale nella storia dei Mondiali. Nonostante le delusioni di Russia 2018 e Qatar 2022 (eliminata al primo turno in entrambe le occasioni), il rinnovamento targato Julian Nagelsmann sembra aver riportato la squadra a livelli competitivi. Con 4 titoli mondiali (conquistati negli anni 1954, 1974, 1990 e 2014) nel palmares, la Mannschaft parte nel girone E con Curaçao, Costa d'Avorio ed Ecuador, un raggruppamento alla sua portata per affrontare al meglio la fase a eliminazione diretta.
Con 48 squadre in campo, il Mondiale 2026 amplia le possibilità di risultati a sorpresa come nessun'altra edizione prima. Alcune nazionali, pur non essendo tra le grandi favorite, hanno le caratteristiche giuste per fare strada nel torneo e ribaltare i pronostici.
Norvegia: La nazionale scandinava torna ai Mondiali dopo un'assenza che durava dal 1998 e lo fa in modo clamoroso: nelle qualificazioni europee, la squadra di Stale Solbakken ha segnato 37 gol, con un Erling Haaland semplicemente devastante. Il bomber del Manchester City è probabilmente il finalizzatore più letale del pianeta, e una Norvegia in buona salute con lui al centro dell'attacco può essere pericolosissima in qualsiasi partita. Il Gruppo I con Francia, Senegal e Iraq è impegnativo, ma Haaland e compagni non vanno sottovalutati.
Marocco: I Leoni dell'Atlante hanno già dimostrato di poter stupire il mondo a Qatar 2022, diventando la prima nazionale africana a raggiungere le semifinali di una Coppa del Mondo. Walid Regragui ha costruito un sistema difensivo solidissimo e una squadra capace di alternare le fasi con intelligenza tattica. Hakim Ziyech, Youssef En-Nesyri e Sofyan Amrabat guidano un gruppo competitivo. Nel Gruppo C con Brasile, Haiti e Scozia, il Marocco punta al passaggio del turno.
Olanda: I Paesi Bassi hanno una delle rose più interessanti del torneo, con un centrocampo di qualità assoluta (Frenkie de Jong, Tijjani Reijnders) e attaccanti di livello internazionale come Cody Gakpo e Donyell Malen. L'Olanda ha una tradizione importante ai Mondiali (3 finali) e con un girone F composto da Giappone, Svezia e Tunisia ha buone possibilità di arrivare alle fasi decisive nella forma migliore.
Messico: Il Tri gioca in casa per la terza volta nella sua storia e ha un'occasione storica. La 'maledizione degli ottavi di finale' - eliminato in ogni Mondiale dal 1994 al 2018 nei turni a eliminazione diretta - è il fantasma da scacciare. Giocare davanti al proprio pubblico in un Estadio Azteca stracolmo è un vantaggio enorme. Hirving Lozano, Santiago Giménez e una squadra abituata agli stadi nordamericani potrebbero finalmente sfatare il tabù.
Colombia: La nazionale colombiana è una delle più talentuose del continente sudamericano, con Luis Díaz, James Rodríguez e Jhon Córdoba tra i giocatori più in forma. Qualificata per la quarta volta nella sua storia con il quarto posto nelle qualificazioni CONMEBOL (preceduta solo da Argentina, Ecuador e Brasile), la Colombia nel Gruppo K con Portogallo, Uzbekistan e RD Congo ha l'opportunità di passare il turno e poi fare strada tra le migliori 16.
Stati Uniti: I padroni di casa a stelle e strisce sono la nazionale più attesa dal pubblico nordamericano. Con Christian Pulisic, Gio Reyna, Weston McKennie e Yunus Musah - tutti giocatori che militano nei migliori club europei - gli USA hanno una delle generazioni più forti della loro storia. Giocare in casa, con stadi stracolmi di tifosi, può fare la differenza nelle partite equilibrate. Nel Gruppo D con Paraguay, Australia e Turchia, la qualificazione è alla portata.
Nonostante l'allargamento a 48 partecipanti abbia ridotto significativamente il rischio di esclusioni eccellenti, alcune nazionali di grande tradizione hanno mancato l'appuntamento con la Coppa del Mondo 2026, a volte in modo sorprendente e doloroso.
Italia. La più bruciante delle assenze. Per la terza volta consecutiva - dopo Russia 2018 e Qatar 2022 - la nazionale azzurra non sarà presente alla fase finale di un Mondiale. Sotto la guida di Rino Gattuso, l'Italia ha affrontato la finale del playoff europeo contro la Bosnia il 31 marzo 2026, perdendo ai calci di rigore. Una mazzata storica per il calcio italiano, che resta l'unica grande nazione europea a non aver mai vissuto tre assenze consecutive al Mondiale nell'era moderna. Il dibattito su una rifondazione strutturale del calcio italiano è aperto, con la FIGC chiamata a ripartire dopo l'ennesima delusione.
Danimarca. Un'altra eliminazione che ha sorpreso tutti. I danesi, semifinalisti a Euro 2020 e guidati da un gruppo di giocatori di qualità con Rasmus Hojlund e Christian Eriksen, hanno perso la finale del percorso D dei playoff europei contro la Repubblica Ceca, sconfitta ai rigori con un errore dal dischetto proprio di Hojlund. Un epilogo amaro per una nazionale che sembrava avere i mezzi per qualificarsi senza difficoltà.
Polonia. La nazionale polacca di Robert Lewandowski ha mancato ancora una volta la qualificazione ai Mondiali attraverso i playoff. La squadra di Gattuso... dei polacchi è stata sconfitta dalla Svezia nella finale del percorso B dei playoff europei per 3-2, con Gyokeres decisivo nell'88'. Per Lewandowski, a 37 anni, potrebbe essere stata l'ultima occasione di disputare una Coppa del Mondo.
Ucraina. La nazionale ucraina, che ha vissuto anni difficilissimi a causa del conflitto in corso, non è riuscita a qualificarsi pur avendo già superato il percorso dei playoff europei nelle fasi precedenti. L'Ucraina era entrata nel percorso B dei playoff, ma è rimasta fuori per effetto dei risultati. Una situazione che ha avuto anche un significato politico e umano che va oltre il semplice calcio.
Romania. Reduci da un Europeo 2024 più che positivo, i rumeni si sono fermati al percorso C dei playoff europei, sconfitti dalla Turchia nella semifinale. Una mancata qualificazione inaspettata per una nazionale che sembrava in crescita dopo la buona figura agli Europei in Germania.